Il piano di Magadino a vocazione Bio

Foto campo di Echinacea sul Piano di Magadino

Cadenazzo – Il Bio era inizialmente un’offerta di nicchia, la gente lo percepiva come qualcosa di mistico, per un settore che comprendeva per lo più qualche personaggio un po’ alternativo. Nel tempo ha assunto invece un ruolo sempre più importante ed è oggi divenuto trainante nella produzione ortofrutticola mondiale, quale sinonimo di benessere e qualità.  Abbiamo quindi intervistato Renzo Cattori, di Cadenazzo, primo orticoltore a proporre una produzione biologica in Ticino e che rappresenta ancora oggi l’azienda più grande del ramo nel nostro Cantone.

Renzo, la tua famiglia ha una lunga tradizione contadina, raccontaci un po’ degli albori e quando il tutto ha avuto inizio.

Si la tradizione contadina della mia famiglia va indietro di parecchie generazioni, un tempo era sopratutto l’allevamento del bestiame e la viticoltura, poi si é aggiunta la campicoltura e mio padre  vi aggiunse la coltivazione di ortaggi. Io sono nato nel 1949 e la mia infanzia l’ho  trascorsa con gli animali e nei campi. Era da poco finita la guerra e le aspettative delle persone erano rivolte al lavoro ed alla famiglia, non c’erano mica le distrazioni odierne. Ma nelle percezioni mi é rimasto il ricordo di una vita e di un mangiare, come si suol dire oggi “genuino”. Sicuramente queste esperienze mi hanno portato a seguire il percorso agricolo ed esercitare questa professione con passione.

Poi la svolta, come è nata l’idea di lanciarti nel Bio e con quali auspici?

L’esperienza vissuta da ragazzo, penso, abbia lasciato in me un modello di pensiero che rifiutava il progresso troppo veloce. Negli anni ’60, nell”era della chimica”, scienza e sapienza sostenevano le semplicistiche equazioni: “chimica uguale produzione, uguale progresso, uguale ricchezza, la società sposava quindi la tesi che la chimica fosse la soluzione”.

Quand’ero ragazzo ricordo ad esempio il tristemente “famoso” insetticida DDT , che usavamo per le mosche e abbiamo scoperto solo 40 anni dopo quanto fosse malsano.

Avevo così iniziato ad osservare gli effetti dei prodotti chimici sulla pelle, sulle piante e sugli insetti, trovando i lombrichi morti sul sentiero e vedendo gli uccelli che se ne cibavano… era la catena alimentare! Limitarne l’uso? Non era possibile, in quanto arrivare sul mercato con un prodotto esteriormente “imperfetto” significava farselo respingere.

Ma il compromesso più chimica=prodotto perfetto mi ha sempre lasciato molto perplesso e così, senza pensarci troppo, da un giorno all’altro, ho deciso di non usare più prodotti chimici di sintesi nella coltivazione. In tal modo ne può beneficiare tutta la catena alimentare, dai microorganismi in su fino all’uomo.

Cosa produce oggi la tua azienda e quali sono i prodotti di punta

Produco un po’ tutti i tipi di ortaggi, dalle insalate ai pomodori, alle zucchine, alle erbe aromatiche. Fin dalla svolta Bio dell’Azienda, 32 anni fa,  mi son sempre rivolto ai piccoli consumatori e dunque è importante offrire una bella varietà di articoli, anche quelli particolari e di nicchia.

I vostri ortaggi vengono distribuiti sul mercato ticinese o anche nel resto della Svizzera?

La maggior parte della mia produzione viene distribuita in Ticino, tramite la Linea Bio Verde, la ConProBio e la vendita diretta in azienda. Ci sono però anche rivenditori nella Svizzera interna, per i quali produco verdure e pomodori facendo fronte a richieste particolari e specifiche.

Nei tuoi campi sono spuntati dei bellissimi fiorellini viola, ai più attenti osservatori non è sfuggito il riconoscimento dell’Echinacea* confermi la News?

Si, si tratta dell’Echinacea, Pianta usata nella medicina naturale per rinforzare il sistema immunitario. Non è propriamente una novità attualmente viene coltivata in Svizzera interna, Stiamo facendo delle prove sul suo comportamento al sud delle alpi.

Siamo certi che sarà un successo. Come e da chi saranno utilizzate queste piante officinali?

Queste piante sono coltivate su mandato della ditta Vogel, noto laboratorio di medicamenti naturali, per il quale produco già da anni un altra erba medicinale, la Passiflora.

Sempre più persone si affidano ai prodotti naturali per le malattie e gli acciacchi di stagione e coltivando queste piante desidero contribuire a ridurre l’uso della chimica nella cura del corpo. 

Bellinzonachannel.ch