Galleria Job e il Fiume che unisce (mostra fotografica)

La Galleria Job presenta
“BELLINZONA: IL FIUME CHE UNISCE”
fotografie di Massimo Pacciorini-Job
Inaugurazione:
sabato 14 ottobre 2017, ore 11.00
Presentazione di Maria Will
, critico d’arte
La Mostra 

“Bellinzona: il fiume che unisce” è proposta nell’ambito di Bi10, la decima Biennale dell’immagine, che ha per tema “Borderlines. Città divise/Città plurali”.
L’edizione 2017 ha coinvolto oltre venti spazi espositivi pubblici e privati situati in tutto il Canton Ticino.
Fotografie scattate in analogico in bianco e nero, e in digitale a colori.
Fotografie da negativi in B/N stampate 50X60 cm su carta baritata ai sali d’argento (Ilford FB Classic) e virate al selenio.
Immagini digitali stampate 30×45 cm a getto d’inchiostro su carta baritata .
Tiratura limitata 1/3.
Per l’occasione le edizioni Job propongono una scatola di latta, numerata e firmata contenente una fotografia B/N, 21 X 29.7 cm stampata su carta baritata ai sali d’argento (Ilford FB Classic), virata al selenio per una migliore conservazione nel tempo. Tiratura limitata 1/15.

Il fiume Ticino è protagonista e fa da legame nella mostra proposta dal fotografo bellinzonese Massimo Pacciorini-Job nell’ambito della decima Biennale dell’immagine Bi 10 Borderlines. Città divise/Città plurali.

Il fiume divide e unisce la nuova città di Bellinzona, passando nei quartieri di Moleno, Preonzo, Claro, Gnosca, Gorduno, Bellinzona, Monte Carasso, Giubiasco, Sementina e Gudo, in una pluralità che trova integrazione nella “spiaggetta” del comune di Arbedo, dove diverse etnie convivono, parlano, discutono, ballano, nuotano, grigliano assieme ai Ticinesi. Ponti reali e simbolici di una città plurale.

Tutte le immagini sono state scattate nel 2017. Le fotografie in bianco e nero sono analogiche e stampate su carta baritata ai sali d’argento, virate al selenio. Le fotografie a colori sono digitali stampate a getto d’inchiostro pure su carta baritata. La scelta di diversi approcci – analogico e digitale, bianco e nero e a colori – vuole espressamente valorizzare la pluralità della fotografia.

La selezione delle immagini scattate per questo progetto dà continuità alla mostra Da Helvetia a Helvetia, viaggio fotografico in un quartiere periferico di Bellinzona-Nord, che Massimo Pacciorini-Job ha realizzato nel 2016 ed esposto alla Galleria Job di Giubiasco, nel novembre dello stesso anno.

 

Massimo Pacciorini-Job. È nato nel 1956 nel quartiere di Pedemonte a Bellinzona. Fotografo diplomato, è titolare dal 1979 del Foto Studio Job a Giubiasco. Membro dell’Associazione dei fotografi professionisti e foto designer svizzeri, è iscritto al Registro professionale dei giornalisti/fotoreporter svizzeri. Maestro di tirocinio dal 2010, è perito fotografo per esami finali di tirocinio. Titolare da quasi un quarantennio del Foto Studio Job a Giubiasco (nella sede della vecchia fabbrica Linoleum), ha poi esteso l’attività con il negozio Foto Labo Job, gestito dalla sorella Nicoletta Guidotti, e dal 2004 con la Galleria Job in via Borghetto 10 a Giubiasco, dove si svolgono regolarmente mostre di fotografia, pittura e scultura. Il suo campo di attività comprende vari settori: dalla fotografia tecnica al reportage fino alla fotografia d’autore. Ormai passato al digitale, non ha tuttavia abbandonato la camera oscura e la fotografia tradizionale. Ha esposto in numerose mostre collettive in Ticino e in Svizzera.

La mostra (entrata libera) è visitabile, fino a sabato 18 novembre 2017,

dal lunedì al venerdì dalle 8.45 alle 11.00, dalle 13.45 alle 18.30,

il sabato dalle 8.45 alle 12.00, dalle 13.45 alle 17.00,

Entrata libera

Ulteriori informazioni: Galleria Job, cell. 079.621.37.38 – 091.857.75.40; labo@fotolabojob.ch